L’uncinetto è il nuovo yoga?

Quante volte abbiamo letto lavorare a maglia riduce lo stress e subito dopo

“L’uncinetto è il nuovo yoga!”

Ma è proprio così?yoga-2176668_640

Uno slogan è uno slogan!

Ha solo il senso di colpire una parte di popolazione per indurli ad effettuare una scelta!

Nasconde un messaggio commerciale e come tale sfrutta un bisogno, lo evidenzia e cerca di condurre all’acquisto di un prodotto!

Avete bisogno di rilassarvi? Ecco provate il crochet o il knitting!

E’ la nuova moda! Il nuovo yoga!

E poiché noi tutti, per motivi diversi e personali abbiamo bisogno di rilassarci, assorbiamo lo slogan e impariamo il crochet!

Ma è proprio vero che la ripetitività dei gesti ed il tintinnio dei ferri ha lo stesso effetto di un mantra?

Esistono studi scientifici che avvalorano questo?

A dire il vero esplorando su internet ho trovato articoli a cui da medico molto difficilmente darei il valore di studi scientifici. Intendo dire studi realizzati su grandi numeri e con una popolazione di controllo. Non siete d’accordo e ne conoscete alcuni? Indicatemeli nei commenti e sarò felice di leggerli!

Ho trovato invece una serie di articoli che riportano affermazioni generiche quali:

Lavorare ad uncinetto contrasta l’invecchiamento!

Lavorare a maglia rilassa e riduce lo stress!

Ed ecco che l’animo del neurologo, mai dissolto, si ribella e subito infierisce con un: “Eh vabbè, questo vale per tutto!

Non vi nascondo di essere un po’ stanca di sentire slogan che viaggiano veloci.

Siete stanche?  Non ne potete più dello stress? Bene iniziate a rallentare! Il che non significa prendere tutta la vostra vita e buttarla gambe all’aria ma tutt’altro!

Significa imparare ad essere consapevoli delle scelte, tagliare i rami secchi che non portano frutti, i personaggi sanguisuga che ci circondano, evitare i meccanismi proiettivi del tipo “è colpa di questo o quell’altro!”, e ripartire…

In fondo la vita cos’è? Semplicemente un viaggio. A noi la scelta se continuare a guardare impassibili il mondo che ci circonda o esserne protagonisti facendo emergere il nostro Vero Sé!

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Ed in questo viaggio se amate lavorare a maglia o ad uncinetto questi piccoli attrezzi possono essere di aiuto ma per motivi diversi da quello dello yoga che nulla ha a che fare con questa arte.

Perché un hobby ha solo il fine di farci star bene,  non conta cosa fai, puoi anche avere come hobby lo scartavetrare i muri oppure colorare mandala!

Ciò che conta è che tu faccia ciò che ti piace fare e soprattutto come lo fai!

La maglia e l’uncinetto sono solo alcune della miriade di attività capaci di ridurre lo stress a patto che vengano  fatte per  hobby e per il piacere del fare per fare.

Diversamente possono diventare fonte di stress.

Che dire, infatti, di quelle persone che  eseguono questa attività come lavoro? Quanto stress si genera quando ci confrontiamo con il cliente insoddisfatto, le scadenze, le tasse e la concorrenza?

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Ed allora perché non comprendere le relazioni che esistono a livello neurofisiologico ed aggiungere qualche piccola indicazione per aiutare e sostenere il benessere psico-fisico?

E’ quello che farò in  questa nuova rubrica dialogando con voi e affrontando temi che difficilmente trovate su blog dedicati al knitting ed al crochet. Piccoli consigli su come usare la Floriterapia di Bach oppure alcuni consigli naturali ed omeopatici.

Per voi un motivo in più per leggermi, per me riprendere i temi più cari della mia “precedente vita”.

Iniziamo con il fare ordine!

Lavorare a maglia è una attività

Semplicemente perché implica attivare una serie di operazioni e funzioni mentali sia cognitive che motorie.

Alla stregua di tante altre attività, lavorare a maglia implica innescare funzioni cerebrali complesse quali il pensiero astratto, la capacità di ragionamento, di pianificazione, di soluzione di un problema nonché la percezione e l’azione.

Insomma la cultura ed i tempi si sono evoluti e la scienza ha spiegato piccole e grandi cose.

Oggi non più possibile usare la fantomatica frase spesso usata in termini dispregiativi di colei  che perde tempo perché  “sta facendo la calzetta”!

Frase ovviamente ripetuta nei confronti di nonne e zitelle che si dedicavano all’arte del ricamo.

Oggi possiamo invece affermare che attraverso questa semplice attività possiamo prenderci cura di noi stesse.

Pensate di no? Abbiate la pazienza di leggermi fino in fondo.

Ripartiamo dall’affermazione che lavorare a maglia è una attività! Come tutte le attività vive a livello cerebrale due specifici momenti.

  1. Apprendimento della tecnica
  2. Esercizio della tecnica

Cerco di spiegarlo il più semplicemente possibile.

Ricordate quando avete  imparato ad andare in bicicletta?

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Io lo ricordo come fosse ieri!

Nelle prime fasi ho avuto difficoltà, ho dovuto porre attenzione a tutti i piccoli gesti come mettere il piede sul pedale destro, spingere e subito dopo mettere il piede sinistro sull’altro pedale, mantenere il manubrio e la bicicletta in equilibrio, guardare davanti a me verso l’infinito, ect.

Alla fine di questo percorso di apprendimento la bicicletta era  diventata una mia espansione.

Chi di noi non l’ha provato?!

E’ questa la fase in cui abbiamo attivato molte funzioni corticali, come l’attenzione, il problem solving, la pianificazione e l’organizzazione del movimento nonché  le aree sensoriali dalla visione e della sensibilità percettiva, solo per citarne alcune e non complicare troppo la faccenda.

Stessa cosa per ogni attività.

Nel crochet, giorno dopo giorno si comprende quando e come tirare il filo, come muoverlo per ottenere  la sequenza dei giusti movimenti.  Nelle fasi iniziali si avrà bisogno di controllare la posizione dell’uncinetto, il movimento da effettuare, come tenere il lavoro nella mano sinistra, controllare costantemente l’azione mentre si sviluppa ect. Tutte cose che hanno a che fare con la coordinazione oculo-motoria e le azioni bi-manuali.

Senza che ce ne rendiamo conto con questa semplice attività stimoliamo un mucchio di aree cerebrali, accendiamo i nostri neuroni e li stimoliamo a connettersi.

Questo significa mantenere un cervello attivo e contrastare l’invecchiamento!

Con passare del tempo però con l’esercizio e soprattutto per consentirci di apprendere altre informazioni la corteccia cerebrale demanda  molte di queste funzioni  ad una altra parte del nostro cervello, la cosiddetta area sottocorticale.

Significa che  i singoli movimenti dell’azione pedalare, per ritornare al vecchio esempio, sono diventati semplicemente automatici e non dobbiamo esercitare alcuna funzione di controllo.

A questo punto, difficilmente dimenticheremo come si pedala! Ci viene semplicemente spontaneo anche quando non inforchiamo per anni una bicicletta, a meno che non sia intervenuta una qualche patologia neurologica o di altro tipo.

Bene! Anche per il lavoro a maglia o ad uncinetto è la stessa cosa!

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La prima fase implica l’apprendimento della tecnica con tutte le difficoltà che racchiude.

Appresi i gesti per eseguire  le diverse  maglie di base e dopo un periodo congruo di esperienza eseguire questi gesti però diventeranno automatici. Potrò finalmente lavorare senza guardare costantemente un lavoro.

Questo è quello che ci insegna la neurofisiologia! Ma allora perché tirare in ballo lo yoga?

Perché paragonare la  ripetitività di un gesto ed il tintinnio dei ferri al mantra ed affermare: “Il crochet è il nuovo yoga” ?

Nulla di più  forzato e mero slogan pubblicitario.

Non sono una esperta di yoga anche se l’ho praticato in una fase della mia vita.

In quel frangente mi hanno insegnato che  il mantra è una vibrazione sonora recitata e ripetuta capace secondo gli adepti  di trasformare la coscienza. Ricordate l’Om? È un suono, una vibrazione e… ci sarebbe un mondo di cose da dire ma tralascio per non disperdermi. Magari ne parleremo in seguito.

Dicevo del Mantra! Ecco, basta  andare semplicemente su Wikipedia per leggere

“Il termine mantra deriva dall’insieme di due termini: il verbo sanscrito man  “pensare”, da cui manas: “pensiero”, “mente”, ma anche “principio spirituale” o “respiro”, “anima vivente” unito al suffisso tra che corrisponde all’aggettivo sanscrito kṛt, (“che compie”, “che agisce”).

Nel crochet non c’è nulla di sonoro paragonabile a un mantra! Non produciamo vibrazioni sonore mentre lavoriamo, né tantomeno siamo concentrati sul nostro respiro ed in posizione yoga!

La spiegazione della capacità di rilassamento credo abbia altri fondamenti, che sicuramente avete anche voi sperimentato.

Sfatiamo anche l’idea che l’uncinetto o il lavoro a maglia sia un lavoro ripetitivo.

A meno che non stiate eseguendo una sciarpa tutta maglia bassa o con un punto base è tutt’altro che ripetitivo.

Di fatto sono solo i movimenti della tecnica ad essere uguali e ripetitivi, sono quelli la cui esecuzione la demandiamo a livello subcorticale  ma quanta attenzione deve essere posta nel corso del lavoro, badando bene a contare, aumentare o diminuire, cambiare punto, ecc.

Allora di cosa stiamo parlando?

Sto semplicemente affermando che nel corso del lavoro alterniamo fasi di rilassamento in cui prevale la funzione sottocorticale  a fasi di attivazione dell’attenzione selettiva che coinvolge invece la nostra corteccia cerebrale.

Ed è in questa alternanza che si gioca la partita della riduzione dello stress!

Non è un caso ad esempio che molti, me compresa negli anni di esercizio della professione, trovino questo  lavoro utile  per “staccare la mente”.

Ciò che in realtà facciamo è immergerci in una attività diversa. E non importa quale sia l’attività, può essere l’uncinetto, la maglia piuttosto che scartavetrare, faccio per dire, insomma stiamo semplicemente staccando il cervello!

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Così facendo ci concentriamo su altro ed allontaniamo la nostra mente dal pensiero fastidioso, ingombrante o doloroso che ci assillava.

Questo ci consente di attuare due azioni:

  1. Tranquillizzarci semplicemente perché abbiamo preso  le distanze dall’evento
  2. Riconoscere l’emozione che accompagna il nostro tarlo mentale, soprattutto se siamo in grado di auto-osservarci

Ciò che conta è riacquistare una condizione di quiete nel corso della quale si  attiva una sorta di coscienza osservante. Questa ci consente di

  • Rivivere o rivedere un episodio
  • Osservarlo da un’altra prospettiva
  • Attivare un dialogo con noi stessi
  • Riconsiderare i aspetti diversi di un problema
  • Pianificare nuove strategie

Vi è mai capitato di dire ?

“ Stavo lì, con il mio uncinetto in mano ed all’improvviso mi è ritornato in mente ….”

“ Ho ripensato all’episodio ed avrei potuto dire… o fare…”

E via di seguito…

E cosi dicendo o facendo, giorno dopo giorno, si staccano quelli che io chiamo i “rametti secchi”, gli eventi dolorosi e fastidiosi, i tarli mentali che riducono il nostro livello di allegria e spensieratezza, che ci appesantiscono la vita, attivando il tema dell’Ormai!

Non credete? Io l’ho sperimentato per anni, ogni qual volta eventi particolari modificavano il mio equilibrio interiore.

Il mio rifugio era l’uncinetto, l’angolo del mio divano di fronte alla Tv ed una idea da realizzare!

Negli anni poi, avendo appreso la Floriterapia di Bach e l’auto-osservazione, ho utilizzato, se necessario, il fiore specifico per l’emozione negativa in atto, aiuto e sostegno per rivedere e dare nuovo  significato agli eventi vissuti.

Bene ci siamo! 

Credo che questo sia il reale potenziale di un hobby, qualunque esso sia.

Ci aiuta a rallentare ed a parlare con un altro me, ma attenzione a non attivare un soliloquio più simile ad una ruminazione mentale dove altro non facciamo che riproporre alla nostra mente emozioni negative e rabbiose o pensieri con visioni catastrofiche.

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Sta accedendo questo? Non riuscite a Staccare la mente? L’uncinetto non funziona più e continuate a pensare a quanto sta accadendo?

Forse avete bisogno di White Chestnut

Ve ne parlerò nel prossimo articolo! E inizieremo da questo fiore.

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2 pensieri su “L’uncinetto è il nuovo yoga?

  1. E che dirti hai centrato il bersaglio in pieno!!!! Io quando creo mi rilasso, creare è diventata la mia valvola di sfogo, diciamo così, sono una persona molto ansiosa di mio e molto chiusa, anche se col tempo sono migliorata parecchio, sono qua….. a parlarne con te…..

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